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7 mai 2015

Primo pellegrinaggio nella Chiesetta della Madonnina di Coccia

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PARROCCHIA  S. EUSTACHIO MARTIRE
CAMPO DI GIOVE

 

 fichier pdf Madonna di Coccia 1

                Con una larga partecipazione di fedeli, turisti od anche solo appassionati della montagna, il giorno 2 Maggio 2015 alle ore 15,00, con partenza dalla Chiesa di San Eustachio in Campo di Giove, ha avuto inizio il 1° “Pellegrinaggio” presso la “Madonnina della Consolazione” o come chiamata da noi paesani: la “Madunnelle de Cocce”.

Pellegrinaggio che ha visto la partecipazione del Vescovo di Sulmona-Valva  S.E. Mons. Angelo Spina, del Parroco Don Magloire, del Sindaco Dr. Giovanni Di Mascio, del M.llo Mario Carracino ed altri rappresentanti dei Carabinieri, del Corpo Forestale dello Stato, della Protezione Civile e della Croce Rossa Italiana.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

La cerimonia, ha avuto inizio nello spazio antistante la Chiesa di San Eustachio, con il saluto del parroco Don Magloire e successivamente del Sindaco Dr. Di Mascio che nel suo discorso ha ricordato alcuni momenti salienti che hanno accompagnato la storia del “sentiero” per arrivare alla Chiesetta che ospiterà la nuova “Madonnina col Bambino” e come all’interno della Chiesetta, fosse presente un bassorilievo della Madonna col Bambino, trafugato negli anni ’70 e riprodotto dal nostro concittadino Liborio Pensa; oggi, questa scultura, arricchisce il nostro museo di arti e tradizione nell’antica Casa Quaranta.

La chiesetta alpina fu realizzata con i materiali della montagna, semplici ma non per questo meno preziosi: edificata lungo una mulattiera, anticamente era utilizzata come luogo di fede e di riposo per gli uomini e per i muli, per gli asini e per i cavalli che si inerpicavano sulla montagna.

Oltre alla carenza di notizie storiche, mancano anche leggende ed aneddoti legati al luogo, che forse, ospitava un nucleo di monaci.

Nel 2009 la chiesa fu interessata da lavori di restauro finanziati dall’Ente Parco Nazionale della Majella.

Come precisato da S.E. Mons. Angelo Spina, Vescovo della Diocesi di Sulmona-Valva, sarebbe inutile sostituire l’immagine trafugata con una  copia che, seppur perfetta, non avrebbe lo stesso splendore e la stessa valenza dell’originale.

Le toccanti parole del nostro Vescovo commuovono la popolazione presente; parole di profondo significato religioso e filosofico al contempo: domande alle quali è veramente difficile rispondere: “Chi siamo? Chi eravamo? Chi saremo? un invito a riflettere sul profondo significato della vita che Dio ci ha donato.

 

 

Successivamente, il parroco Don Magloire, ha invitato i fedeli a rivolgere una preghiera alla “Madonnina della Consolazione” composta dalla Sig.ra Dora Vella.

 

 

Seguendo la statua raffigurante Maria ed il Bambino, donata dal Vescovo S.E. Angelo Spina, ha così avuto inizio una faticosa ed intensa escursione in montagna, che ha messo a dura prova le capacità fisiche dei numerosi parrocchiani e turisti, che non si sono sottratti alla fatica di arrivare nell’antico luogo di culto della Madonna di Coccia, luogo da sempre molto caro ai campogiovesi, per testimoniare la propria fede e la propria vicinanza alla Madonnina col Bambino, con la speranza, non tanto segreta, che questo momento, possa segnare l’inizio di una nuova e rinvigorita devozione alla Madonna e meta di un pellegrinaggio che, col tempo, possa crescere e consolidarsi, incentivando le vie del turismo religioso e culturale ed alla conoscenza di ambiti da scoprire per suggestione artistica ed ambientale, implementando così la filosofia di un nuovo modo di fare accoglienza e promozione.

In uno scenario ricco dei colori della primavera, il Vescovo ha accompagnato e guidato il pellegrinaggio indirizzando la recita del S. Rosario, invitando i fedeli alla preghiera ed alla riflessione.

 

 

Proprio la particolare ubicazione della chiesetta rupestre, nel silenzio e nella maestosità austera della nostra montagna, immersa in una splendida faggeta, ha trasmesso la sensazione e la voglia di riflessioni profonde per sentirsi, anche fisicamente, più vicini e devoti alla nostra Madonnina.

 

 

 

 

Raggiunta la meta, quindi la chiesetta di Coccia, tra applausi e commozione, il Vescovo ha benedetto il luogo sacro, ormai da troppo tempo dimenticato ed abbandonato.

 

 

Momenti come questi, richiamano l’amore per la terra che ha animato i nostri antenati, le loro speranze, i loro progetti e le loro inevitabili sofferenze che, non senza sacrifici, hanno motivato la costruzione di questa piccola opera.

 

 

Al termine della cerimonia, il Parroco ha comunicato ai fedeli che l’associazione commercianti ed artigiani del nostro paese, si farà carico di installare, nei pressi dell’ingresso della chiesetta, un crocefisso illuminato visibile da Campo di Giove, mentre, altri fedeli si sono offerti di posare lungo il sentiero, quattordici postazioni in pietra lavorata, richiamandosi alle stazioni della Via Crucis.

 

 

 

 Campo di Giove 02/05/2015

                                                                                   Marilena Di Mascio

26 avril 2015

Pellegrinaggio alla Madunnelle de Cocce (Campo di Giove)

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fichier pdf Pellegrinaggio alla Madunnelle de Cocce

COMUNE DI  CAMPO DI GIOVE ( AQ )

DIOCESI DI SULMONA-VALVA

                               PARCO NAZIONALE DELLA MAJELLA

Pellegrinaggio alla “Madonnella di Coccia “

 Monte  Coccia / Catena della Majella

Sabato  02 Maggio 2015

Chiesa di S. Eustachio Martire di Campo di Giove ( AQ )

 

Il 02 Maggio 2015 alle h.14,00 , con raduno presso il piazzale della chiesa di Sant’Eustachio in Campo di Giove (AQ ) ,  alla presenza di S.E Mons. Angelo Spina Vescovo della Diocesi di Sulmona-Valva , del Parroco Don Magloire ,  del Sindaco Dott. Di Mascio Giovanni e di tutta la cittadinanza , prenderà il via, il primo pellegrinaggio presso la chiesetta della “Madonnella di Coccia ” sita a 1320 m. s.l.m , attraverso il  sentiero che , da Campo di Giove , sale verso il Monte  Coccia  della Catena della Majella.

Il Santuario , risalente al periodo medioevale , è  stato per molto tempo abbandonato al suo destino ; attualmente  è una piccola struttura  che si vuole riportare , con una ulteriore opera di restauro , all’antico splendore. Non vi sono molte notizie sulla deliziosa chiesetta di montagna , facilmente raggiungibile

 ( circa un’ora di cammino ) attraverso il sentiero che da Campo di Giove , porta al Monte Coccia. Le uniche  notizie storiche certe ,  scaturiscono dalla data di un primo restauro , probabilmente avvenuto dopo il terremoto del 1706, data  incisa sull’architrave del portone d’ingresso , e che risale al 1748, ad opera di un benefattore campogiovese , tale  Michele Vella ;  mentre  un ultimo restauro risale al 2009 , ad opera dell’Ente Parco Nazionale della Majella .

 

( Portale con iscrizione )

 

 

 

L’eremo rappresenta oggi , assieme alla chiesetta di San Germano di Pacentro , uno dei pochi esempi di chiesa-rifugio-stazzo ; il luogo, infatti, era , un tempo , un punto di passaggio obbligato per chiunque volesse raggiungere lo stazzo del  Guado di Coccia , e offriva  sicuro rifugio  per la notte.

All’origine esso era frequentato sia dalla gente di montagna come :  pastori , briganti ed eremiti in mistico raccoglimento , sia da coloro che , per ragioni commerciali o per altre necessità , superavano il Guado  per passare all’altra parte della montagna e quindi attraverso il sentiero che , inevitabilmente , portava alla chiesetta , diretti a comprare derrate alimentari come olio e pasta , sia da consumare , sia da rivendere al mercato di Sulmona ; ma anche maiali da allevamento casalingo , della zona di Casoli ; come è ancora nel ricordo delle persone più anziane del paese .

Ma la ricerca si arricchisce anche di altre interessanti notizie che sapientemente ci tramanda  l’Arci Curato  Don Virgilio Orsini  , Parroco del paese dal 1929 al 1943 (circa ) ,  nel testo da lui scritto :

“ Campo di Giove ………   dai primitivi   alla seggiovia”

da cui si evince che  il sentiero corrisponde alla  strada che lo storico De Stephanis chiama “l’altra via” dell’impervia gola della Majella o di Coccia  attraverso  cui il famoso generale cartaginese Annibale , sarebbe passato  ( secondo alcuni  storici come Livio e Polibio ) la prima volta nel 217 e , di nuovo , nel 211 a.C  . Molto più tardi attraversato da Hughes De Vermandois  (1096 – 1099) mentre con i suoi soldati  si recava in Terrasanta per la Prima Crociata  , come attesta il geografo arabo Edrisi , dando pittoreschi nomi ai posti che stava attraversando  quando scrive che la suddetta colonna di armati passò per Balanàh , ovvero Palena e Bagiambru  riferendosi all’attuale paese di  Pacentro .

Passano gli anni e tante sono le vicende che il “ nostro sentiero” vive per la sua favorevole posizione geografica……  Facendo un salto di anni molto più avanti , troviamo percorrerlo da prigionieri alleati , ebrei , ufficiali o soldati dell’esercito italiano tra il ’43 e il ’45 ,  nel periodo del 2° conflitto Mondiale , tra cui il noto ex Presidente della Repubblica Italiana , Carlo Azeglio Ciampi che ricorda, nel  discorso della prima edizione del  “Freedom Trail” organizzato annualmente dal Liceo Scientifico Fermi di Sulmona ,  la grande generosità della popolazione abruzzese quando , fuggitivo , percorreva il sentiero per sfuggire al nemico aggirando con altri ,  i presìdi tedeschi della LINEA GUSTAV .

 

Ma , torniamo alla nostra chiesetta …………..

 

(Foto di repertorio : Chiesetta diroccata )

 

(Foto di repertorio)

 

 

……… sulla parete di fondo , sopra l’altare, si trovava un magnifico bassorilievo  della “ Madonna di Coccia” purtroppo asportato da ignoti ,  probabilmente , intorno agli anni 1971 / 1972 . Costruita in appoggio ad una roccia,  si incastra in senso trasversale rispetto al pendio della montagna, adattandosi all’orografia del terreno. È formata da due ambienti :  una piccola chiesa rettangolare e  un settore abitativo  quadrangolare contiguo alla chiesa, ma sito ad un livello più basso .La chiesa presenta sulla  facciata principale  un portale settecentesco e due finestrelle rettangolari in pietra grigia,  mentre, internamente, un piccolo tabernacolo in stucco nel quale un tempo era collocato un bassorilievo raffigurante La Madonna col Bambino .

 

 

 

 

 

( Foto di repertorio di ragazzi che erano soliti visitare la chiesetta :

Di Fiore Eliodoro e  Nico , Dario e Luigi ,  figli della contessa Maggi  )

L’ambiente abitativo sulla destra , tuttora diroccato , pare  si  sviluppasse  su due piani : il pianoterra , diviso in due stanze molto basse e prive di finestre, probabilmente adibite a legnaia e a stalla ;  il piano superiore, di cui si conservano tracce del pavimento in cotto ,ubicato in prossimità delle mura esterne, doveva costituire il vero e proprio dormitorio dei passanti .

 

( Chiesetta restaurata  nel 2009 )

 

 

Qualche anno fa , lo scultore campogiovese  Liborio Pensa ha realizzato una nuova scultura della Madonnella col Bambino   , copia perfetta dell’originale trafugato , donata all’Ente Comune di Campo di Giove e collocata presso l’edificio “Casa Quaranta “ nel centro storico del paese . Si auspica che tale notevole scultura possa avere , quanto prima la sua collocazione presso il santuario rupestre in questione.

 Interpretando il desiderio del nostro Parroco e di molti parrocchiani , si prevedono , in un prossimo futuro , lungo  il sentiero , Immagini Sacre rappresentanti  la “Passione” di Cristo Gesù ,  opera suggestivamente religiosa  con la funzione di accompagnare quanti che , camminando ,  vogliono dedicarsi alla preghiera.

“La Madunnelle de Cocce” così chiamata dai residenti campogiovesi , sembra in attesa dei suoi devoti , desiderosi di riaccostarsi ad una FEDE che , in precedenza , è stata trascurata e persa nella confusione frenetica della vita quotidiana . L’ avvicinarsi a questo simbolo,  posto così in alto , sempre più vicino a Dio , potrà infondere , in chi sa “ascoltare “ il silenzio , tra le cime  della Majella , quel senso di serenità e di pace di cui tutti abbiamo bisogno . Opportunamente ripristinato costituirà un forte richiamo per piacevoli escursioni ,  sia per fede che per svago.  Il verde brillante dei faggeti che lo circondano , consente alla pura  luce del sole e della luna , di creare colorati ghirigori tra le foglie che , con il passare delle stagioni cambiano colore; ed è questo lo scenario che si presenta a noi visitatori , e che circonda la nostra incantevole  chiesetta : discretamente nascosta tra gli alberi , prudentemente accogliente  .

 

(Monte Coccia)

 

Scenario magistralmente descritto dal nostro compaesano  Umberto Di Paolo nella sua bellissima poesia :

“ La Maielle “

 

“Nche la còccia iàute ‘uarde drette a ‘u mare,

pumposa veste trascine , com’a ‘na grande reggine.

’U sole a primavere totta quante la culore :

grigie contraluce la matine ,

rosce devente la sere ……..

Pare ‘na ‘uajjungelle, quande receve ‘u prime vasce;

la notte l’abbracce,

sparisce , sotte a na  cuperte de stelle.

A  magge devende chiù belle ,

verde la uonne e ‘u mantelle ,

mantelle lunghe e pieghettate,

parite ‘ntajjate , grotte recamate……

Va’ , sajje, sude,camine,camine

pè le cime truve la pace ;

‘u sperete ze renfresche , la mente ze cumpiace.

Fiore rare e stell’alpine;

ièreve pè fa’ le medecine;

nisciune ha zappate, né sementate

‘stu ciardine , com’ha nate?

Nuvembre ‘i mette nu vele,

j’òcchie abbajje  nche ‘u sole ;

totta bianche pe’ se’ mese ,

la Maielle è la chiù bella spose .

( Umberto Di Paolo)

 

                                                                                    

 

 

 

 

VADEMECUM

Partecipa anche tu il 02 Maggio 2015 alla Celebrazione che si terrà , a cielo aperto , del luogo sacro della Madonnella di Coccia che offrirà occasione di riflessione , preghiera e momenti di condivisione ricreativa !

Ti consigliamo : scarponcini , giubbetto, cappello , ombrello e soprattutto .. scorta di acqua !!!

 

Vuoi respirare aria fresca? Vuoi  liberarti dallo stress , dall’angoscia della quotidianità ? Vuoi ritrovare te stesso? Vuoi innamorarti degli angoli più belli della Majella ? Ebbene , vieni anche tu con noi , ci faremo compagnia in questo breve viaggio tra  natura e religiosità.

 

Parroco  Don Magloire Nkounga Tagne

Ins.te Fiorella Tarulli

 

Per info :

Chiamare al: 0864 40 761; 3484787141

Scrivere al: parrocchiasanteustaematteo@gmail.com

 

1 octobre 2014

Visita Pastorale del Vescovo Mons. Angelo Spina a Campo di Giove

Publié par parrocchiasanteustachiodicampodigiove dans Visita Pastorale
Il Vescovo accolto dal Sindaco Giovanni Di Mascio

Il Vescovo accolto dal Sindaco Giovanni Di Mascio

Discorso del Parroco di Campo di Giove all’inizio della visita Pastorale di sua Eccellenza Mons. Angelo Spina

 

Eccellenza Reverendissima,

La sua presenza in mezzo a noi, campogiovesi, in questo giorno storico, esprime fortemente la sua carità pastorale, quelle che ha contrassegnato il suo episcopato sin dal lontano 2007 quando il santo Padre La scelse e La mandò quale Pastore proprio di questo popolo sulmonese e valvense.

Grazie a Dio Altissimo che L’ha mandato per unire il suo popolo sotto la stessa croce, trionfo dell’Amore di Dio, nonché pegno di salvezza per tutto il genere umano. La sua visita, Eccellenza, è davvero un evento di grazia, perché, oggi a differenza degli altri giorni, tutta la cittadinanza dice: “Benedetto colui che viene nel nome del Signore”. Benedetto perché Colui che La manda è in eterno Benedetto e vuole che il suo popolo sia salvo. Questa volontà salvifica del Padre impregna tutta la sua presenza qui in mezzo a noi. Solo in questa cornice soteriologica è possibile leggere bene e comprendere sufficientemente la sua visita odierna.

Questo popolo, che Lei mi ha affidato porgendomi il grembiule di servo, di aiutante nel suo ministero episcopale, ha bisogno di Lei. Lo conosco da 387 giorni, sono pochi, certo, però sono sufficiente per cogliere il forte desiderio che ha del suo Pastore proprio, il Vescovo, la Guida, il Padre che ama i suoi figli. Santa Teresa dice che la Chiesa ha un cuore che ama, un cuore che brucia d’amore. E Lei, Eccellenza è venuto a fare battere questo cuore in favore di questo popolo.

Mi consola sinceramente l’idea che Lei conosce meglio di me questi fedeli. Li ha visitati in varie occasioni; Li ha aiutati nella ristrutturazione di questo Tempio santo di Dio, ovvero la Chiesa parrocchiale di sant’Eustachio Martire dove siamo ora riuniti; ogni anno Lei celebra nell’oasi di san Francesco l’incontro estivo delle famiglie; ogni anno i sacerdoti insieme a Lei vivono assiduamente gli esercizi spirituali, sempre all’Oasi di san Francesco; ancora, da circa due anni, nel mese di gennaio s’incontra con i giovani sacerdoti per trascorrere una giornata di fraternità e di preghiera nella medesima struttura campogiovese.  Grazie di onorare egregiamente questa nostra terra.

Dicevo, Eccellenza, questo popolo ha bisogno di Lei, perché vuole la salvezza, la brama, la desidera fortemente. La frequenza alla Santa Messa domenicale; la partecipazione gioiosa alle feste dei santi; la ricerca quasi quotidiana del parroco per il sacramento delle riconciliazione o per un consiglio sono segni che non ingannano.  Siamo 831 residenti, 419 nuclei familiari, ci conosciamo tutti, perciò l’esigenza di un rapporto umano sereno. L’ago della bilancia di tale rapporto  è il rispetto nella fiducia reciproca. Il rispetto, che in questo caso, significa cogliere la presenza dell’altro o accogliere il compaesano quale dono di Dio, cioè manifestazione del Suo Amore supremo. Questo aspetto antropologico ha bisogno di risanamento profondo.

In questo primo anno del mio parrocato, ho cercato di fare leva su questa dimensione esistenziale, che, a mio modo di vedere, e credo anche oggettivamente, è il terreno fecondo dove attecchisce meglio la Parola di Dio e favorisce una fede vissuta realmente, senza fronzoli, fino a diventare “innamorati di Dio”, invece di essere degli eterni “ammiratori di Dio.

Eccellenza, questo mio balbettio nella guida pastorale di questo popolo di Dio ha bisogno della Sua forza lungimirante; ha bisogno del suo leitmotiv ormai celebre “In caritate coniuncti”; perché solo con Lei il cammino comunitario parrocchiale acquista la sua vitalità all’insegna della volontà di Dio, di cui Lei è la conferma e l’immediato garante.

Questa sera, insieme al mio popolo, voglio ascoltarLa e in questi giorni seguirla per cogliere il gemito dello Spirito Santo che soffia con la sua presenza.

Eccellenza reverendissima, benvenuto in mezzo a noi, accetti che io Le dica che è casa sua e può disporre di noi a suo piacimento in questi giorni, durante i quali visiterà le nostre case, incontrerà fratelli e sorelle che rappresentano varie realtà del territorio. Grazie del suo tempo che ci consacra, grazie per il nutrimento della Parola che ci darà.

Di nuovo, Benvenuto Eccellenza Reverendissima, con un termine popolare, direi, si accomodi davvero!

 

Don Magloire Nkounga

 

20 décembre 2013

Insediamento dell’8 settembre 2013

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DON MAGLOIRE È IL NUOVO PARROCO DI CAMPO DI GIOVE

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La chiesa parrocchiale di S. Eustachio era gremita di persone per dare il saluto a don Oliviero, che è stato parroco per due anni a Campo di Giove, e dare il benvenuto a don Magloire nuovo parroco. Momenti toccanti e commoventi. Il vescovo  prima della celebrazione ha spiegato il perchè del trasferimento di don Oliviero e l’arrivo del nuovo parroco.

vescovo e parroco campo di giove

Don Oliviero, visibilmente commosso, prendendo la parola, ha ringraziato tutti. Il Vicario foraneo, don Ramon, ha letto la bolla di nomina di don Maglorie. E’ seguita la S. Messa presieduta dal Vescovo e concelebrata da don Magloire don Oliviero, don Ramon, don Carmine, don Filiberto, don Sante. Il Vescovo ha messo in evidenza che il presbitero è un dono da accogliere. Che è importante costruire la comunità avendo come riferimento la parola del Signore, l’Eucaristia e la carità fraterna.

santeustachio santino 12013-10-29-152

Al termine della celebrazione ha preso la parola il Sindaco che ha salutato don Oliviero, facendo un dono da parte dell’Amministrazione, e ha fatto gli auguri a don Magloire. E’ intervenuta una rappresentante della Comunità parrocchiale per ringraziare don Oliviero e fare gli auguri al nuovo parroco, unitamente a un piccolo dono segno. Don Magloire, dal canto suo, ha ringraziato tutti, il Vescovo, i presbiteri, il Sindaco, le autorità, tutte le persone di Campo di Giove e quelle giunte dalla Parrocchia Maria Ausiliatrice di Sulmona. Ha detto di essere contento di aver risposto con generosità alla proposta del Vescovo e che è sua intenzione lavorare, come ha fatto don Oliviero, e rimanere lì, con la gente. Al termine della celebrazione, la comunità ha preparato un buffet di dolci per tutti. Un momento di festa, segno che la gente ama i sacerdoti, li vuole presenti nelle comunità come guide sicure per il cammino umano e spirituale.

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