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17 janvier 2014

Programma Incontri Giovani Campo di Giove

Publié par parrocchiasanteustachiodicampodigiove dans Avvisi, Incontro con giovani

fichier pdf Progetto giovani Campo di Giove- Allenarsi alla felicità-1

 

Progetto giovani

2014

Allenarsi alla felicità

 

 

 

 

       Sac. Don magloire nkounga

Dott. D’ambrosio Giuseppina

25 Gennaio

La felicità esiste? Come essere felici?

                            

 

22 Febbraio

Uomini e donne. Le differenze dei due sessi.                                          

 

 

29 Marzo

Le scelte sessuali che durano nel tempo.

 

 

26 Aprile

Il fascino della musica. Quella da evitare e quella che ci fa stare bene.

 

 

31 Maggio

Le scelte appaganti. Musica, teatro, volontariato e stare con gli altri.

 

 

28 Giugno

Le dipendenze da…Perché? Come cambiare questo contesto?

 

Gli incontri saranno tenuti nella parrocchia  il terzo sabato di ogni mese alle ore 21.00.

PREMESSA

 

Esistono nella società contemporanea differenti condizioni di vita, stili, culture, che distinguono varie personalità e atteggiamenti. Basta osservare, ad esempio, l’Europa, in cui le diversità e le molteplicità di identità, i differenti gruppi di giovani che a loro volta appartengono a vari ceti sociali ed etnici, costituiscono il ventaglio e il panorama di culture giovanili sempre più differenziati.

I giovani devono inserirsi in un contesto sociale che è molto complesso, in esso devono prepararsi ad affrontare, gli effetti della modernizzazione e della globalizzazione.

Nelle società industrializzate, con alto sviluppo economico, i giovani tendono sempre più ad omologarsi, essendo definiti all’interno di una categoria totale.

Ma bisogna, anche sapersi rapportare con la società e la sua cultura, considerando la storia regionale, nazionale ed etnica.

Oggi ad incidere sulla formazione dell’identità giovanile, ci sono: i rapporti con la famiglia, i coetanei e gli adulti significativi, ma soprattutto l’ambiente e il contesto sociale e culturale. L’ambiente è il luogo dove si possono sperimentare altre modalità per la costruzione dell’identità in cui gli stimoli sono molteplici si pensi ad esempio: ai magazzini, alla strada, al parco, alle discoteche, ai massmedia la televisione, musica, internet, pubblicità, ecc.

Infatti, i giovani in questi ultimi anni hanno uniformato globalmente atteggiamenti e comportamenti. La crescita e i processi di maturazione sono diventati più complessi, poiché sottoposti costantemente agli influssi della società.

La complessità della società attuale, sembra che contribuisca ad aumentare il disagio evolutivo dei giovani facendo nascere l’esigenza di nuovi bisogni: maggiore sicurezza, voglia di comunicare, ricerca di sensazioni, ecc.

I giovani, non riuscendo a collegare i vari bisogni che la società produce, finiscono per sentirsi disorientati e frustati con evidenti conseguenze di aspetti devianti, quali, droga, abuso di alcool, delinquenza.

La complessità della società contemporanea rende sempre più difficile la costruzione dell’identità personale, soprattutto a causa della graduale perdita di significati comuni. La nuova urbanizzazione delle aree metropolitane, la formazione di nuove megalopoli, oltre all’evoluzione dei mezzi di comunicazione di massa che portano ad una vita sempre più complicata in cui è facile dimenticare le radici culturali da cui si proviene, hanno favorito un futuro sempre più incerto, infatti, non vi sono più le sicurezze e certezze del passato, perciò imparare a gestire tale realtà è difficile.

La mancanza di punti di riferimento, la complessità degli eventi contemporanei determinano uno stato di stordimento e di confusione nei giovani tale da determinare una rottura tra il loro modo di pensare e quello della società; si sentono smarriti proprio perché la collettività è incomprensibile.

Il soggetto è costantemente sottoposto a continue informazioni e a varie possibilità di scelta: tutto ciò lo induce a vivere crisi costanti di adattamento e crisi esistenziali, vedendosi costretto a fare continue scelte per dare alle sue azioni il minimo di significato.

La conseguenza più comune, allora, è che i giovani rinunciano a fare progetti per il futuro, capacità che fino a qualche tempo fa era considerata una dimensione fondamentale per la natura umana.

Alcuni giovani fortunatamente, reagendo riescono a sfruttare ciò che offre la società postindustriale e quindi sono capaci di ridefinirsi e di adattarsi ai cambiamenti sociali sviluppando una sorta di qualità, che da molti sociologi, viene definita come duttilità.

In questo contesto è interessante esaminare anche il rapporto dei giovani con la religione e il valore che viene attribuito ad esso.

Secondo molti i sociologi, potersi definire cattolici oppure religiosi è un aspetto più culturale e sociale. La condizione di appartenenza ad una religione, in un simile contesto, è vissuta dai giovani in modo vario e talvolta contrastante.

La religiosità è un processo che produce un cambiamento molto importante in rapporto all’identità e segna un cammino nuovo in relazione alla ricerca di senso, che consiste in elementi che sono strettamente legati con la produzione di significati vitali e la progettualità.

La logica del consumo, dello spreco e dell’immediato, li porta, invece, a vivere questa situazione con profondo vuoto interiore, in una società che non sa trasmettere valori, lasciando sperimentare delusione e solitudine. I giovani si sentono trascurati e così si aggrappano a falsi modelli, identificabili con personaggi della televisione e dello spettacolo, interiorizzando codici di comportamento che sono sbagliati.

La religione viene considerata sempre meno e invece di trovare in essa, una risposta ai loro molti interrogativi i giovani ricercano falsi valori che derivano da un mondo artificiale.

Motivo per cui in questo progetto, si vuole tentare un’approccio multidisciplinare tra psicologia e religione,  per comprendere meglio il mondo giovanile e dare una risposta significativa ai loro perché, aiutarli a superare eventuali crisi e dare risposte e senso con valori più profondi.

 

PROGETTO

Il progetto vuole promuovere e svolgere non solo attività informative ma anche attività educative, formative, culturali, sociali e sportive creando dei punti di incontro con le realtà presenti nel territorio corrispondente, al fine di prevenire disagi di qualsiasi genere o comportamenti inadeguati come: l’assunzione di droghe, alcool, tabacco, patologie psicosomatiche (es.:anoressia e bulimia).

Problemi che tendono a presentarsi anche quando tra i giovani si ha una forte solitudine, non ci sono centri di aggregazione-socializzazione, dove per trovare divertimenti e svaghi migliori bisogna spostarsi nei centri più grandi.

Ma nello stesso tempo vuole affrontare con i giovani un tema poco discusso che è quello dell’essere cristiano nel contemporaneo e come vivere la propria fede….

 

OBIETTIVI

 

Il progetto pertanto si propone degli obiettivi specifici che si devono evolvere a lungo termine.

Pertanto l’intervento da proporre è da suddividersi in due tappe.

Una prima fese che è preparatoria alla seconda. Nella prima parte di intervento del progetto ci si propone di fare:

 

  • Conferenze.
  • Dibatti sul contemporaneo e sull’appartenenza culturale.
  • Questionari o Test.
  • Formazione d’incontro interdisciplinare di educazione permanente.
  • Laboratorio di lingue-interculturalità  (per i giovani stranieri).
  • Ascolto spirituale .
  • Visione di film culturali con temi ben definiti, tanti quanti sono gli incontri delle conferenze. Accompagnati da dibattiti.

 

Questa prima fase permetterà di dare informazione, e capire anche in seguito ai dibattiti quali sono le aspettative dei giovani del posto e su quali obiettivi puntare nella seconda fase. Questo per facilitare la riuscita del progetto.

 

Nella seconda parte del progetto si intende non solo informare ma anche formare. Oppure proporre ai giovani un centro di aggregazione dove possano scoprire quando è bello stare insieme e divertirsi, comprendendo che la vita non è solo noia, dovere scolastico, ma che è anche divertimento e che attraverso il divertimento, si può socializzare, esprimere scambio di opinioni, costruire e trasmettere il messaggio giovanile ai più adulti e ai coetanei. Attraverso il teatro, la musica, il ballo o lo sport.

 

Il progetto dovrà essere non di carattere standard ma elaborando di volta in volta, attivando strategie per essere migliorato. Indirizzando i giovani verso le scelte opportune, valutando le loro esigenze, qualità e capacità.

 

 

METODOLOGIA E STRUMENTI

Il metodo utilizzato è quello del colloquio psicologico, non a carattere terapeutico, ma di consulenza, con interventi specifici mirati al contenimento, alla prevenzione e alla promozione del benessere. Si prevede inoltre l’utilizzo di: – un diario di bordo dove registrare i dati degli utenti (senza violare il segreto professionale), la frequenza dei colloqui, il numero degli incontri, la tipologia delle problematiche presentate – una cassetta nella quale accogliere tutte le richieste di colloquio, le motivazioni, ed eventuali proposte su temi da approfondire, o qualsiasi altra cosa i ragazzi abbiano voglia di comunicare.

FILM CULTURA

  1. “Nemmeno il destino”.

È un film del 2004 diretto dal regista Daniele Gaglianone.

Il titolo del film è tratto da un verso della canzone Nessuno, scritta da Antonietta De Simone per Betty Curtis e Wilma De Angelis ed incisa anche da Mina e si rifà al libro omonimo di Gianfranco Bettin edito da Feltrinelli.

Questo film è riconosciuto come d’interesse culturale nazionale dalla Direzione generale per il cinema del Ministero per i Beni e le Attività Culturali italiano, in base alla delibera ministeriale del 27 maggio 2002.

 

Trama

Alessandro, Ferdi e Toni sono tre amici che vivono alla periferia di una non precisata città italiana; le loro giornata si susseguono stancamente tra fughe dalla scuola, giri in motorino, bagni nel fiume e grandi bevute. Il giorno in cui Toni decide di partire alla ricerca di una vita migliore, Ale e Ferdi si trovano ancora più soli, emarginati dai compagni di scuola e con una situazione familiare disastrata; la madre del primo è malata di mente e vive ormai nei ricordi del passato, il padre del secondo è un alcolizzato all’ultimo stadio. Entrambi i ragazzi sono costretti a vivere alla giornata, lontano dal clima cupo delle loro abitazioni, cercando il sostegno di alcune persone che li hanno presi a cuore, come il bidello della loro scuola e sua moglie. Ma il destino per Ale e Ferdi appare segnato; l’emarginazione e il degrado in cui si trovano hanno soppresso anche la più fioca speranza di poterne uscire. Infatti Ferdi muore suicida lanciandosi con il motorino da un palazzo in costruzione. Ale, in seguito alla preoccupante evoluzione della malattia di sua madre, viene portato in un centro di assistenza giovanile.

 

  1. “Nessun messaggio in segreteria”.

È un film del 2005, diretto dai registi Paolo Genovese e Luca Miniero.

Questo film è riconosciuto come d’interesse culturale nazionale dalla Direzione generale per il cinema del Ministero per i Beni e le Attività Culturali italiano, in base alla delibera ministeriale del 15 marzo 2005.

 

Trama

Il protagonista è Walter (Carlo Delle Piane), pensionato solitario ancora pieno d’energia e di fantasia: convinto da un articolo di giornale che per ogni giovane che lavora c’è un anziano che sta a casa, Walter decide di andarselo a cercare, questo giovane, e di aiutarlo standogli vicino come una sorta di angelo custode, perché « uno che lavora per te è una grande responsabilità ». Aiutato dalla piccola Sara (Nicole Murgia), unica amica ed alleata, e sbeffeggiato dalla cinica portiera (Simona Caparrini), Walter sceglie Piero (Pierfrancesco Favino), un impiegato indefesso ma patologicamente timido, anonimo e senza carattere, anche lui solitario, che ha tra le priorità in calendario sulla lavagna di casa « cominciare a vivere pericolosamente » ma è in realtà totalmente incapace di dare un senso al suo quotidiano che lo soffoca e lo costringe in un angolo, perennemente fuori contesto. Nella vita di Piero, Walter entrerà prepotentemente, senza bussare né chiedere il permesso, stravolgendogliela, riempiendogliela (ma al contempo vedendosi riempire finalmente la sua) ed insegnandogli, in una altalena di « amore/odio », una nuova prospettiva dalla quale guardare se stesso ed il mondo, nonché le tecniche per conquistare Francesca (Lorenza Indovina), mamma single di Sara delusa dagli uomini, della quale Piero s’è perdutamente invaghito pur senza avere, ovviamente, il coraggio di dichiararsi. Nello svilupparsi della storia, caratterizzata da una girandola di situazioni al limite di una favolistica surrealtà, a caccia di una felicità che sembra irraggiungibile Piero tenta dapprima di ribaltare completamente il proprio modus vivendi, vestendo i panni di un uomo forte e fin troppo esuberante (alter ego simpaticamente interpretato da Valerio Mastandrea), capace di conquistare la donna amata con uno schioccar di dita, ma si accorge poi che questa maschera gli provoca una sofferenza più grande della gioia d’aver conquistato Francesca e confessa a lei, candidamente, il suo disagio attraverso una romantica lettera. Il finale lascia ampio spazio all’ottimismo ed alla speranza che il vero amore sappia andare oltre le apparenze, chiedendo per sé solo sincerità.

3.    “Nel mio amore”

E’ un film del 2004, esordio alla regia della scrittrice Susanna Tamaro. La trama del film è basata sul secondo racconto del libro Rispondimi, scritto e pubblicato da Tamaro nel 2001, intitolato L’inferno non esiste. Questo film è riconosciuto come d’interesse culturale nazionale dalla Direzione generale per il cinema del Ministero per i Beni e le Attività Culturali italiano, in base alla delibera ministeriale del 4 febbraio 2003.

Trama

Stella è sposata con un uomo d’affari insensibile e crudele, dal quale ha avuto due figli, una femmina e un maschio. Mentre la prima cresce adattandosi al terribile clima familiare imposto dal padre, il secondo vi si oppone sviluppando una personalità e una sensibilità particolari, fino ad accostarsi alla religione e a un sentimento mistico di spiritualità.

 

  1. “Luce dei miei occhi”

È un film del 2001 diretto da Giuseppe Piccioni.

 

Trama

Antonio (Luigi Lo Cascio) è un responsabile e gentile autista: La sua passione per la fantascienza lo porta a vivere in un mondo a parte, dove veste i panni del suo alter ego, Morgan, protagonista di un immaginario romanzo fantascientifico. Maria (Sandra Ceccarelli) invece si è indebitata per comperare un negozio di surgelati e per dimostrare di essere una buona madre per Lisa, che i nonni le vogliono sottrarre. Antonio si innamora di Maria, ma quando scopre che la donna è vittima di Saverio (Silvio Orlando), uomo senza scrupoli al quale la donna deve ogni mese un’ingente rata del debito. Antonio, all’insaputa di Maria, inizierà a lavorare per lo strozzino svolgendo tutti i compiti che gli vengono affidati, fino a che il debito non si sarà estinto.

 

  1. “Lettere dal Sahara”

È un film del 2005, diretto dal regista Vittorio De Seta.

 

Trama

La storia racconta le vicinde di Assane, un ragazzo senegalese che naufraga da clandestino a Lampedusa. Assane prosegue il suo viaggio trovando lavori in nero a Firenze e poi a Torino.

Dopo aver trovato un lavoro regolare in fabbrica e ottenuto il permesso di soggiorno, si rende conto che l’unico modo per integrarsi è di rinunciare alla propria cultura.

 

 

  1. “Cuore sacro”

È un film del 2005 diretto da Ferzan Özpetek, uscito nelle sale cinematografiche il 25 febbraio 2005. La pellicola ha incassato complessivamente € 2.990.597 su un budget stimato sui € 6.000.000.

Il film segna il ritorno al cinema di Lisa Gastoni, che aveva abbandonato le scene alla fine degli anni settanta.

Ha ottenuto 12 candidature ai David di Donatello 2005, vincendo due statuette per la migliore attrice protagonista (Barbora Bobulova) e per il migliore scenografo (Andrea Crisanti), e nello stesso anno ottiene due Globi d’oro, due Ciak d’oro e tre premi Flaiano. Barbora Bobulova per la sua interpretazione ha vinto il Nastro d’argento europeo.

 

Trama

Manager di successo, Irene Ravelli è riuscita, anche grazie all’aiuto di zia Eleonora sua socia in affari, ad ottenere il dissequestro dell’antico palazzo di famiglia che vuole sfruttare a scopi imprenditoriali. Tornata nel palazzo per un nuovo sopralluogo, Irene incontra Aurelio, anziano custode dell’abitazione, che le fa visitare la stanza di Adriana, madre di Irene, rimasta immutata dal tempo della sua morte, come se ella vi abitasse ancora. La camera presenta strane scritte, simboli senza significato incise sulle pareti. Vi sono anche numerose immagini religiose possono alludere ad un sincretismo religioso della donna.

Fuori dal palazzo Irene incontra Benny, un’impertinente ragazzina che con uno stratagemma le ruba il portafoglio. Prontamente riacciuffata, la bambina si chiarisce con Irene offrendole di pagarle la cena la prossima volta che si sarebbero riviste. In seguito, Irene e Eleonora si recano da Maria Clara, zia alcolizzata di Irene, ricoverata in un centro riabilitativo, la cui firma è necessaria per far iniziare i lavori nel palazzo. Maria Clara però rifiuta di firmare, nonostante le minacce di interdizione lanciatele dalla sorella Eleonora.

Poco tempo dopo, Irene incontra nuovamente Benny: mentre sono assieme, Irene le fa notare una piccola giraffa giocattolo, simile a quella che possedeva da bambina. In seguito la ragazzina chiede a Irene di aiutarla a portare delle buste (riempite con le cose comprate al supermercato prima di cena) a determinati indirizzi nel vicinato. Nonostante l’iniziale rifiuto, Irene accetta e viene per la prima volta a contatto con una realtà a lei sconosciuta, caratterizzata da una estrema povertà…

 

Le date di incontri dei film sono da definire…

 

 ESCURSIONI

Marzo visita alla comunità di S. Egidio di Roma, sentire le testimonianze dei giovani, che vivono la loro vita fondata su scelte diverse dalla vita comune.

 

La Comunità di Sant’Egidio nasce a Roma nel 1968, all’indomani del Concilio Vaticano II. Oggi è un movimento di laici a cui aderiscono più di 60.000 persone, impegnato nella comunicazione del Vangelo e nella carità a Roma, in Italia e in 73 paesi dei diversi continenti. E’ « Associazione pubblica di laici della Chiesa ». Le differenti comunità, sparse nel mondo, condividono la stessa spiritualità e i fondamenti che caratterizzano il cammino di Sant’Egidio: !

La preghiera,che accompagna la vita di tutte le comunità a Roma e nel mondo e ne costituisce un elemento essenziale. La preghiera è il centro e il luogo primario dell’orientamento complessivo della vita comunitaria.

La comunicazione del Vangelo, cuore della vita della Comunità, che si estende a tutti coloro che cercano e chiedono un senso nella vita.

La solidarietà con i poveri, vissuta come servizio volontario e gratuito, nello spirito evangelico di una Chiesa che è « Chiesa di tutti e particolarmente dei poveri » (Giovanni XXIII).

L’ecumenismo, vissuto come amicizia, preghiera e ricerca dell’unità tra i cristiani del mondo intero.

Il dialogo, indicato dal Vaticano II come via della pace e della collaborazione tra le religioni, ma anche come modo di vita e come metodo per la riconciliazione nei conflitti.
Come è nata

La Comunità di Sant’Egidio è nata a Roma nel 1968, per iniziativa di un giovane, allora meno che ventenne, Andrea Riccardi. Iniziò riunendo un gruppo di liceali, come era lui stesso, per ascoltare e mettere in pratica il Vangelo. La prima comunità cristiana degli Atti degli Apostoli e Francesco d’Assisi sono stati i primi punti di riferimento.

Il piccolo gruppo iniziò subito ad andare nella periferia romana, tra le baracche che in quegli anni cingevano Roma e dove vivevano molti poveri, e cominciò un doposcuola pomeridiano (la “Scuola popolare”, oggi “Scuole della pace” in tante parti del mondo) per i bambini.

Da allora la comunità è molto cresciuta, e oggi è diffusa in più di 70 paesi di 4 continenti. Anche il numero dei membri della comunità è in crescita costante. Oggi sono circa 50.000, ma è assai difficile calcolare il numero di quanti in modo diverso sono raggiunti dalle diverse attività di servizio della comunità, come pure di quanti collaborano in maniera stabile e significativa proprio al servizio ai più poveri e alle altre attività svolte da Sant’Egidio senza farne parte in senso stretto.

 

 

Maggio visita alla cittadella di Loppiano situata vicino Firenze.

Loppiano è la cittadella internazionale dei Focolari, sorge su 260 ettari di terreno, sull’altopiano che si sviluppa ad ovest del comune di Incisa in Val d’Arno, a 20 chilometri da Firenze. Conta 900 abitanti. Sono presenti in essa molteplici attività economiche.

LA STORIA – Negli anni’50, un primo ma già folto gruppo di persone attratte dalla spiritualità dei Focolari aveva iniziato a ritrovarsi, nel periodo estivo, sulle Dolomiti, nel nord Italia. Così Chiara Lubich, la fondatrice, racconta: “Era una convivenza di persone di ogni categoria sociale, di tutte le età, d’ambo i sessi, delle più varie vocazioni, che costituiva quasi una cittadella temporanea caratterizzata dalla pratica del comandamento nuovo di Gesù ‘Amatevi a vicenda come io ho amato voi’. Ammirando da un’altura la spianata verde della valle, m’è parso di capire che un giorno il Signore avrebbe voluto in qualche posto una cittadella simile a quella che si stava svolgendo, ma permanente ”. Nel 1964 nasce Loppiano, la prima delle 33 cittadelle dei Focolari sorte poi in tutto il mondo col desiderio di vivere stabilmente la continua novità proposta dal Vangelo: la fraternità universale.
OGGI – Attualmente la cittadella conta circa 900 abitanti e sono uomini e donne, giovani e anziani, tante famiglie, sacerdoti e religiosi, di 70 nazioni: un cantiere aperto in cui sperimentare che l’unità tra le persone, tra gruppi e popoli è possibile. Ogni anno, la città accoglie circa 40.000 visitatori ed è divenuta punto d’incontro tra popoli, culture e fedi religiose, indicando uno stile di convivenza che parla anche alle grandi città multiculturali del Terzo Millennio. Col tempo si sono consolidate diverse attività economiche. E’ sul lavoro, infatti, che poggia l’economia di Loppiano, in una piena comunione dei beni materiali e spirituali.

REALIZZAZIONI RECENTI – Nel 2004 è stata inaugurato il santuario Maria Theotokos, che ospita anche una cappella ecumenica aperta alle differenti confessioni cristiane. Dall’inizio del 2007 è in funzione l’adiacente complesso polifunzionale, attrezzato di sale per congressi, eventi musicali e multimediali. Nei pressi della cittadella sorge il Polo imprenditoriale Lionello Bonfanti, inaugurato nel 2006, attualmente sede di 20 aziende (a regime saranno 30) di Economia di Comunione. Il Polo intende rappresentare il principale punto di raccordo e luogo di scambio di idee e progetti, per le oltre 200 aziende che aderiscono in Italia (sono 700 nel mondo) al progetto di Economia di Comunione. A Loppiano è nata nell’autunno del 2008 anche l’università Sophia, Istituto superiore di cultura, strutturato come ciclo specialistico di studi universitari. Sophia propone alcuni percorsi interdisciplinari – in una fase iniziale: teologia, filosofia, economia, politica – in cui approfondire l’elaborazione culturale che scaturisce dalla spiritualità dell’unità, dando vita ad una comunità di formazione e di studio che introduca ad una visione unitaria del sapere, per la crescita integrale della persona e della società planetaria che si evolve. Col tempo si prevedono altre sedi, orientate a specifici obiettivi di studio, presso le cittadelle dei Focolari sorte nel mondo, in stretta connessione con la sede pilota a Loppiano.

 

Giugno-luglio-agosto-settembre una uscita aggregativa, una volta al mese con i giovani. Da definire, volta per volta con i giovani.

 

 

VERIFICA E VALUTAZIONE

La gestione del diario di bordo, in cui verranno annotate le presenze degli utenti che si rivolgono allo sportello d’ascolto e i dati relativi al numero d’incontri, alle problematiche presentate, rappresenta una prima forma di valutazione del servizio. Alla fine della prima tappa del progetto, è previsto inoltre il rilevamento dell’efficienza e dell’efficacia del servizio offerto attraverso questionari e/o colloqui.

 

 

 

 

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