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7 janvier 2014

Mons Giovanni Di Placido, di nuovo a Campo di Giove

Publié par parrocchiasanteustachiodicampodigiove dans Notizie

2013-10-18 15.40.58

Buonasera a tutti,

Buona sera Don Giovanni.., e benvenuto di nuovo in mezzo a noi…

E’ sempre con immensa gioia ed emozione che la nostra comunità parrocchiale accoglie le tue visite; questi momenti, per tuffi noi, rappresentano un avvenimento di grande rilievo. Siamo qui, oggi, a rinnovare e testimoniare l’affetto e la stima che proviamo per te. Una persona semplice, ed allo stesso tempo speciale: speciale nella tua umanità carismatica, nei modi di rapportarti con tutti noi, con uno stile proprio delle persone di rango moralmente superiore. Riconosciamo che sei stato per noi un grande dono!!

Dimenticarti sarà impossibile.. tante cose ci parlano di te, tante cose testimoniano la tua eredità. Nella nostra piccola comunità, che in un arco temporale lungo settanta anni si è evoluta ed è profondamente cambiata, hai avuto il merito di adattarti alle diverse fasi che, per certi versi, hai saputo dominare e guidare dall’alto della tua generosità ed esperienza. Tutti noi ti siamo grati per l’impegno spirituale che hai svolto nei tuoi anni di ministero sacerdotale, per il cammino fatto insieme, per i valori umani, cristiani che hai indicato a tutti noi.2013-10-18 15.40.11

Nelle nostre case, con i nostri genitori ed i nostri nonni, spesso si parla di te, dei tempi andati e di quando giovanissimo, arrivasti nel nostro paese, fallo di gente povera ed umile, a portare la parola del Signore con la disponibilità e la pazienza che ti ha sempre contraddistinto. Quelli della mia generazione, invece, ricordano con particolare piacere le tue visite a scuola, falle di gesti amorevoli e di carezze paterne, per le caramelle ed i cioccolatini che ci regalavi, per la tua immancabile presenza alle nostre recite di natale… Così come ricordiamo., con nostalgia.. la tua presenza alla mensa della scuola materna quando, in maniera frugale, consumavi il pasto insieme a noi bambini ed alle suore. Un esempio di uomo coerente, gioviale e giovane che ci portiamo nel cuore perché, come ci hai insegnato, la vera giovinezza è quella dell’anima! Ti chiediamo di sostenerci ancora, continuamente, con la tue preghiere. La nostra parrocchia oggi è in festa!!!

Caro don Giovanni, Ti auguriamo molta salute per tanti anni ancora, ci auguriamo di riaverti presto tra noi e ti ringraziamo per tutto quello che hai saputo regalare e testimoniare. Grazie per essere qui, oggi, ancora tra noi. Grazie per l’immensa emozione che ci hai regalato!

Valentina Di Gesualdo

7 janvier 2014

Xa Edizione del Presepe vivente a Campo di Giove

Publié par parrocchiasanteustachiodicampodigiove dans Non classé

ARTICOLO PRESEPE VIVENTE CAMPO DI GIOVE 2014

7 janvier 2014

Xa Edizione del Presepe Vivente a Campo di Giove

Publié par parrocchiasanteustachiodicampodigiove dans Eventi Culturali
Bambinello, i pastori e ...

Bambinello, i pastori e …

 

 

IL PRESEPE VIVENTE A CAMPO DI GIOVE

X  EDIZIONE – 3 GENNAIO 2014

Anche quest’anno è tornato uno degli appuntamenti ormai immancabili per le festività  natalizie nel nostro paese, la  X  Edizione del Presepe Vivente, che ha colorato e riscaldato le vie e le piazze con la formula ormai consueta della rievocazione dei momenti significativi della Natività.

Esso si caratterizza come evento religioso e culturale, ormai tradizionale e di notevole richiamo per i turisti.

Ancora una volta, lo straordinario impegno profuso da tanti volontari, “Gli Amici del Presepe”, ci ha regalato  la magia dell’Evento, la riflessione sui valori propri del Natale cristiano ed i suoi significati e l’atmosfera da sogno del fascino teatrale, un continuo susseguirsi di emozioni:  dall’annuncio a Maria all’esultanza degli Angeli con la nascita del Bambino,

La Sacra Famiglia di Nazaret

La Sacra Famiglia di Nazaret

dall’adorazione dei pastori alla visita dei Re Magi al Bambino nella grotta di Betlemme.

L’ambientazione e la  relativa rappresentazione del Sacro Evento, come sempre, è stata realizzata nel Centro Storico, con i suoi angoli caratteristici rappresentati da archi in pietra, stradine, cantine e vecchie stalle: un pezzo di storia importante dei nostri luoghi ed una riscoperta di tradizioni e stili di vita semplice ancorati alle antiche attività di pastori e contadini.

Il nostro Presepe è certamente per noi un grande momento di riflessione e religiosità, ma è anche una grande opportunità culturale; è un momento di lavoro collettivo, ciascuno mette  a disposizione la propria esperienza ed il proprio lavoro, una grande famiglia che dà vita e senso a questa rappresentazione.

La partecipazione sempre più intensa e  significativa, colloca  l’Evento in una posizione di assoluto rilievo tra le numerose manifestazioni di tipo culturale che animano la nostra comunità, divenendo appuntamento ormai imprescindibile del “ nostro” Natale.

Idee ed iniziative dei volontari, consentono di migliorare continuamente, di ampliare la quantità dei personaggi,  di curare meglio la coreografia, sempre più rispondente al periodo storico rappresentato, in maniera tale da incuriosire e soddisfare i visitatori, trasmettendo  il sempre attuale messaggio universale cristiano di amore ed umiltà, e forse spingerli a dire come Charles Dickens cioè  “ Onorerò il Natale nel mio cuore e cercherò di tenerlo con me tutto l’anno”

Marilena Di Mascio

 

 

 

 

 

7 janvier 2014

Xa Edizione del Presepe Vivente a Campo di Giove

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7 janvier 2014

Xa Edizione del Presepe Vivente a Campo di Giove

Publié par parrocchiasanteustachiodicampodigiove dans Eventi Culturali, Notizie
3 janvier 2014

Le parole di ringraziamento del Parroco Fine Anno…

Publié par parrocchiasanteustachiodicampodigiove dans Catechesi, Headline, Notizie

vescovo e parroco campo di giove

Carissimi  fratelli e sorelle di Campo di Giove

Al termine di un anno ricco di eventi per il nostro paese e la comunità parrocchiale, ci ritroviamo questa sera  qui per celebrare i Primi Vespri della Solennità di Maria Santissima Madre di Dio e per elevare un inno di ringraziamento al Signore del tempo e della storia.

«Quando venne la pienezza del tempo, Dio mandò il suo Figlio, nato da donna… perché ricevessimo l’adozione a figli» (Gal 4,4-5). Ho trovato in queste parole dell’apostolo Paolo che abbiamo ascoltato nella Messa prefestiva della Beata Vergine Maria Madre di Dio, la forza espressiva che riesce a gettare una luce particolare sulla conclusione dell’anno.

Paolo ci parla della “pienezza del tempo” e ci illumina sul contenuto di tale espressione. Nella storia della famiglia umana, Dio ha voluto introdurre il suo Verbo eterno, facendogli assumere un’umanità come la nostra. Con l’incarnazione del Figlio di Dio, l’eternità è entrata nel tempo, e la storia dell’uomo si è aperta al compimento nell’assoluto di Dio. Il tempo è stato – per così dire – “toccato” da Cristo, il Figlio di Dio e di Maria, e da lui ha ricevuto significati nuovi e sorprendenti: è diventato tempo di salvezza e di grazia. Proprio in questa prospettiva vorrei considerare con voi il tempo dell’anno che si chiude e di quello che inizia, per porre le più diverse vicende della nostra vita del paese – importanti o piccole, semplici o indecifrabili, gioiose o tristi – sotto il segno della salvezza ed accogliere la chiamata che Dio ci rivolge per condurci verso una meta che è oltre il tempo stesso: l’eternità.

San Paolo vuole anche sottolineare il mistero della vicinanza di Dio all’intera umanità, a noi Campogiovesi. E’ la vicinanza propria del mistero del Natale: Dio si fa uomo e all’uomo viene data l’inaudita possibilità di essere figlio di Dio; quella dignità di cui vi sto parlato molto in questi tre mesi di cammino insieme. Tutto questo ci riempie di gioia grande e ci porta ad elevare la lode a Dio. Solo il cuore gioioso sa dire “grazie”; parlo di quella gioia che scaturisce dall’incontro con il Signore. Per dirlo con le parole di Papa Francesco “è la gioia che si vive tra le piccole cose della vita quotidiana, come risposta all’invito affettuoso di Dio nostro Padre: “Figlio, per quanto ti è possibile, trattati bene … Non privarti di un giorno felice” (Sir 14, 11.14)” (Evangelii Gaudium, 4) Siamo chiamati a dire con la voce, il cuore e la vita il nostro “grazie” a Dio per il dono del Figlio, fonte e compimento di tutti gli altri doni con i quali l’amore divino colma l’esistenza di ciascuno di noi, delle famiglie, delle società, della Chiesa e del mondo. Il canto del Te Deum, che oggi risuona nella nostra chiesa parrocchiale, vuole essere un segno della gioiosa gratitudine che rivolgiamo a Dio per quanto ci ha offerto in Cristo. Davvero «dalla sua pienezza noi tutti abbiamo ricevuto: grazia su grazia» (Gv 1,16). Parafrasando il Papa Bergoglio, invito ogni fedele di Campo di Giove, in qualsiasi situazione si trovi, a rinnovare oggi stesso il suo incontro personale con Gesù, vera fonte di ogni gioia (Cfr Evangelii Gaudium, 3).

Seguendo una felice consuetudine, questa sera vorrei insieme con voi ringraziare il Signore, in particolare, per le grazie sovrabbondanti elargite alla nostra comunità parrocchiale nel corso dell’anno che volge al termine. Sono particolarmente grato al Signore perché attraverso il successore degli apostoli, il nostro Vescovo, Mons Angelo Spina, ha permesso l’incontro con voi in questa parrocchia, io per voi prete e con voi cristiano. Il Signore ha ispirato e diretto il parrocato del mio amatissimo predecessore Don Oliviero. Soprattutto mi ha lasciato dei fedeli disciplinati e amanti della loro comunità parrocchiale. Come prova di questo vostro amore, l’accoglienza calorosa dell’08 settembre scorso quando feci il mio ingresso ufficiale in questa parrocchia. Grazie di cuore al Signore per il dono di questo percorso iniziato insieme. Da allora, abbiamo vissuto in spirito fraterno le feste dei santi Eustachio e Matteo, patroni della nostra comunità, precedute dall’importante incontro del 19 settembre con i giovani del paese. Ancora oggi sento il profumo di quelle benedizioni che loro hanno sparso nel nostro paese durante le molto sentite processioni, che ricordo con gioia nel cuore. Perché poi, chi hanno permesso di entrare con spirito raccolto nel mese del santo Rosario e delle missioni. La peregrinatio Mariae ci ha permesso di stare molto più vicini, insieme, alla Vergine Maria, nostra Madre e plasmatrice dei cuori che amano, per fomentare ancora in noi la gioia di vivere insieme come fratelli e sorelle che si amano. È giusto riconoscere che  per le famiglie che hanno accolto l’immagine dell’Immacolata, è stata preziosa occasione per disinibire l’affetto filiale che nutre ogni cristiano  per la Madonna, per disincantare la tiepidezza del cuore diventata di moda. Hanno manifestato il loro amore e la  gioia del cuore nel pregare insieme il Santo Rosario. Non dimentichiamo il pellegrinaggio sulla tomba di Pietro, dove abbiamo attinto grazie per vivere la nostra comunione con il Successore di Pietro e i vescovi uniti a lui. Nel mese di novembre, abbiamo vissuto il secondo incontro dei giovani e il molto apprezzato incontro dei giovani con il nostro amato vescovo. Sono stati momenti di grazia per allenarsi alla felicità e desiderarla per tutti. Come comunità abbiamo pensato anche ai nostri cari defunti, vivendo gli otto primi giorni di novembre in modo intenso con la preghiera della coroncina della divina misericordia alle ore 15.00 al cimitero. È stato per noi segno manifesto di carità per le anime bisognose ancora di consolazione in vista della beata visione eterna di Dio.

Da diversi anni tante famiglie, numerosi insegnanti e le nostre catechiste si dedicano ad aiutare i bambini a costruire il loro futuro su solide fondamenta, in particolare sulla roccia che è Gesù Cristo. Auspico che questo rinnovato impegno educativo possa sempre più realizzare una feconda sinergia fra la comunità ecclesiale e la città per aiutare i giovani a progettare la propria vita. Formulo voti, altresì, che un prezioso contributo in questo importante ambito possa scaturire dall’accoglienza che facciamo ognuno dei doni che Dio ci fa. Non dobbiamo avere paura di mettere al servizio della comunità i nostri doni. Sono di Dio. A noi sono stati affidati, affittati, consegnati per la nostra crescita e quella della comunità.

Per essere testimoni autorevoli e credibili della verità sull’uomo è necessario un ascolto orante della Parola di Dio. A questo proposito, desidero soprattutto raccomandare una buona partecipazione alla lectio divina, che sto preparando e che comincerà con la prossima quaresima 2014, in modo che essa diventerà, per così dire, parte essenziale della nostra pastorale ordinaria qui a Campo di Giove.

La Parola, creduta, annunciata e vissuta ci spinge a comportamenti di solidarietà e di condivisione. Nel lodare il Signore per l’aiuto che le comunità cristiane hanno saputo offrire con generosità a quanti hanno bussato alle loro porte, desidero incoraggiare tutti a proseguire nell’impegno di alleviare le difficoltà in cui versano ancora oggi tante famiglie provate dalla crisi economica e dalla disoccupazione. Il Natale del Signore, che ci ricorda la gratuità con la quale Dio è venuto a salvarci, facendosi carico della nostra umanità e donandoci la sua vita divina, possa aiutare ogni uomo di buona volontà a comprendere che solo aprendosi all’amore di Dio l’agire umano cambia, si trasforma, diventando lievito di un futuro migliore per tutti. Non aver paura di fare il bene! Il bene è sempre bene ed è ciò che rimane quando si perde tutto. Il bene è ciò che vivifica la storia del nostro paese e del mondo.

Mentre ci congediamo dall’anno che si conclude e ci avviamo verso il nuovo, la liturgia odierna ci introduce nella Solennità di Maria Santissima, Madre di Dio. La Vergine Santa è Madre della Chiesa e madre di ciascuno dei suoi membri, cioè Madre di ciascuno di noi, in Cristo. Chiediamo a Lei di accompagnarci con la sua premurosa protezione oggi e sempre, perché Cristo ci accolga un giorno nella sua gloria, nell’assemblea dei Santi. Amen!

Don Magloire Nkounga

 

30 décembre 2013

Reiki? No e no!!!! COME SI PUO’ FUGGIRE DAL REIKI?

Publié par parrocchiasanteustachiodicampodigiove dans Terapie alternative

Reiki: pericolo mortale!

 

(link esterno)

Il Reiki che viene diffuso oggi in Argentina, afferma di essere « un sistema di guarigione per l’imposizione delle mani « . In realtà, è una pratica pericolosa che apre la porta a poteri occulti o demoniaci  ed è incompatibile con la fede cristiana. Diamone la spiegazione:

1 – Il Reiki cerca di domare e utilizzare quella che viene chiamata « energia vitale universale ». Ma che cosa è l’energia vitale universale? (che altri chiamano « energia » cosmica, magnetico, « cristica », ecc.). San Paolo parla di « poteri di questo mondo di tenebre … di spiriti del male » (Ef 6,12). E noi sappiamo che dal peccato originale, non solo l’uomo è ferito, ma l’armonia del mondo è distrutta, « l’armonia con la creazione è spezzata » (cfr. Catechismo della Chiesa Cattolica [CCC] N°400), ["viene intaccata la natura umana" (CCC 404)] e le energie [in senso morale] del cosmo sono disturbate dalle forze del male: « Il mondo intero è in il potere del diavolo « (1 Gv 5,19). Così, aprendosi alla « energia universale » ci si apre a « forze » che non si conoscono e che non sono tutte buone.

2 – Il Reiki è trasmesso attraverso seminari di iniziazione [spesso a pagamento crescente a secondo dei livelli-poteri del reikista e da una persona cratofanica all'altra] in contrasto con i doni dello Spirito Santo che non si trasmettono da una persona all’altra ma si ricevono come un dono gratuito di Dio. Ciò che « funziona » nel Reiki non è lo Spirito Santo. Inoltre, se il Reiki fosse un dono di Dio non si necessiterebbe di dare soldi.

3 – In effetti l’iniziato si trova in uno stato di medianità [è un medium] per ricevere il Reiki e trasmettere questo stesso stato di coscienza [gnostico-esoterica] ad un altri. E ‘in questo stato di medianità che [il reikista] diventa ricettivo alle entità [o spiriti] del mondo occulto. Gli esorcisti dicono che già nella prima iniziazione [Reiki] lo spirito maligno entra nella persona. Coloro che acquistano così il potere della « Bestia » sono capaci di fare « vibrazioni di guarigione » o ricevere messaggi consci o inconsci [channeling o spiritismo] che possono influenzare, positivamente o negativamente, persone, situazioni, animali e perfino la materia.

4 – Il reikista termina aprendosi ai cosiddetti « maestri guida » o « spiriti guida » come delle voci interiori che gli parlano. Ci chiediamo:

Chi sono questi « spiriti guida », questi « maestri » che sono « sottoposti » ai reikisti? [ma in in realtà chi sta sopra non si sottomette mai a chi sta sotto, neanche con il trucco magico dei talismani dei cosmogrammi del Reiki]

Se questi « spiriti » o « maestri » non sono né Gesù Cristo, né Dio, né lo Spirito Santo, allora chi sono? La Bibbia parla delle forze che guidano l’universo e che Gesù Cristo spogliò del loro potere di morte (cfr. Col 2,15: « avendo privato della loro forza i Principati e le Potestà ») … Conosco una persona che, quando voleva lasciare il Reiki, queste « guide » sono state smascherate ed hanno incominciato a insultarla e minacciarla tutto il giorno e la notte, anche di morte. E quando questa persona ha recitato il Rosario, la « guida » che non lo sopportava, lo pregò di smetterla di pregare la Madonna.

5 – Il Reiki è panteista, insegna che l’uomo è una mera emanazione della « energia divina cosmica » e basta venirne a conoscenza per avere dei poteri divini. Non è la stessa tentazione del serpente [satana, di Gn.3] « Sarete come Dio »? Invece noi crediamo di essere stati creati da un Padre buono, che vuole condividere con noi il suo amore e la sua felicità.

6 – Il Reiki crede nella reincarnazione, cioè, non importa quello che fai con la tua vita adesso perchè ne avrai delle altre. Questo è incompatibile con la Parola di Dio ci insegna che ogni persona, corpo e anima, è unica ed irripetibile e che « si muore una volta, dopo di che viene il giudizio » (Eb 9, 27), pertanto ogni uomo è [eternamente] responsabile di quello che fa della sua vita. ["Non c'è reincarnazione dopo la morte" (CCC.1013)].

7 – Il Reiki, come altre pratiche [olistiche] della New Age, respinge il cristianesimo accusandolo – falsamente – di essere intollerante. Riguardo a Gesù lo riduce a una delle tante reincarnazioni di una grande « maestro » che è possibile conoscere per mezzo di channel [spiritisti] e di altre comunicazioni. Invece per i cristiani – ma anche per la storia oggettiva dell’umanità – Gesù Cristo è l’unigenito Figlio di Dio che ha sparso il suo sangue sulla croce per perdonare i nostri peccati e salvarci dall’inferno, ed è risorto per aprirci il « cielo ».

8 – Il Reiki si propone di curare tutti i livelli dell’essere, fisico, mentale e spirituale [olismo]. Guarisce davvero? [Non esistono prove scientificamente attendibili ... fino ad adesso nessuno master reiki ha vinto il nobel per la scienza!]. A parte il fatto che la suggestione sulla psiche dei pazienti può avviare un processo di auto-guarigione che non ha nulla da che fare con le spiegazioni cosmologiche del Reiki [effetto placebo] … però rapidamente si verificano i sintomi negativi, classici, delle pratiche occulte o di spiritismo, con la possibile presenza di altre malattie fisiche o mentali, [la licenziosità dei costumi fino al] divorzio, ecc … [perchè? Perchè con il Reiki vengono evocati gli spiriti "Deva" o luciferini nei chakras per autoespandersi nelle auree, impossessarsi in modo superbo dei poteri del divino, fino ad essere dio a se stessi ... ricordate Lucifero - vedi Is.14 - che vuole "salire" o "espandersi" fino ad essere "come Dio"? Viene "precipitato" o meglio si autoprecipita verso gli abissi della menzogna negando la sua creaturalità ... diventando "nemici della croce di Cristo" (Fil.3,18) rifiutando la grazia del perdono dei peccati e la figliolanza divina in Gesù unico mediatore universale di salvezza ... viene resa "vana la croce di Cristo" (1Cor.1,17) cioè si rifiuta eternamente l'unica speranza di Salvezza per sè: la Misericordia di Dio che si chiama Gesù!].

9 – COME SI PUO’ FUGGIRE DAL REIKI?  E’ un percorso duro e lungo perché il diavolo non lascia sfuggire facilmente. Ma è possibile, perché Gesù Cristo è vittorioso sulle entità occulte. È necessario prima di tutto una profonda conversione a Gesù Cristo, una confessione sacramentale da un sacerdote per tagliare tutti i legami con i poteri occulti; le preghiere di liberazione, che ogni sacerdote può fare e, se necessario, l’esorcismo del sacerdote-esorcista della diocesi. Ci vuole una vera vita cristiana, la messa quotidiana per nutrirsi del corpo e del sangue del Salvatore e trascorrerà l’agonia spirituale [che di dovrà affrontare per liberarsi dagli spiriti del reiki]. Secondo P. Amorth (esorcista di Roma) chi ha lasciato il Reiki non deve imporre le mani su altri per diversi anni [prima di deve purificare dai "Deva"].

La ex Fabienne Guerrero ha cominciato a ritrovare la pace della mente quando cominciò a recitare il rosario ed ebbe chiesto il sacramento degli infermi.  Il Rosario è una delle preghiere più potente di liberazione. Anche il sacramento dell’Unzione degli infermi è [molto efficace] e dona la grazia, il conforto, la pace e il coraggio per superare le difficoltà per lo stato di malattia grave o fragilità; è un dono dello Spirito Santo che rinnova la fiducia e la fede in Dio, rafforza contro le tentazioni del male (di scoraggiamento e la paura della morte) e porta alla guarigione dell’anima (se Dio vuole) il corpo. Inoltre dona la forza di unirsi alla Passione di Gesù Cristo e porta frutto di questa stessa configurazione alla Passione redentrice del Salvatore (Según el testimonio de Fabienne Guerrero en www.reiki.unblog.fr ; el manual de Reiki de D. Stein ; y los libros del exorcista Gabriele Amorth).

 

P. José María, SJM Il 23 marzo 2008.

26 décembre 2013

VIVERE IL NATALE NELLA GIOIA DEL CUORE

Publié par parrocchiasanteustachiodicampodigiove dans GIORNALINO PARROCCHIALE, Incontro con giovani

VIVERE IL NATALE NELLA GIOIA DEL CUORE dans GIORNALINO PARROCCHIALE o.202299

IL NATALE « a Natale siamo tutti più buoni » Questo è quello si pensa, che si dice e che ognuno di noi si augura che avvenga. Sono 365 i giorni in un anno, tutti diversi tra loro, quello del Natale appare così gioioso, tranquillo, che si distingue tra tutti gli altri. Riesce a trasmettere una sensazione unica, di sollevamento dell’anima, anche per i meno credenti. L’unicità di un clima paragonabile a quello di un bel film. Sembra una favola, dove tutto va come deve andare, nel modo giusto. Ma poi, qualcuno che osserva dal punto giusto -non l’uomo-, che riesce a vedere dentro le persone e non si limata a guardarle fuori, si trova di fronte un’altra realtà, un po’ scura, macabra, di ipocrisia e opportunismo. È Natale, e tornano in mente le parole della lettera di San Paolo: « Dio ha scelto le cose folli del mondo per svergognare i sapienti, e ha scelto le cose deboli del mondo per umiliare quelle forti ». Tornano in mente anche i 7 peccati Capitali, che ognuno di noi dovrebbe sapere a memoria. È Natale, e giriamo per le vie del nostro paese pieni e saturi di ORGOGLIO, con il cuore AVARO. È Natale, e giriamo per i banchi di questa chiesa vestiti di abiti LUSSUOSI e con occhi pieni di INVIDIA. È Natale, e ci inginocchiamo a pregare con la GOLA ancora calda per il cibo ingerito. È Natale, e tra qualche giorno la nostra IRA appagata dal clima Natalizio tornerà a dominare la nostra anima. È Natale, e la PIGRIZIA sembra non esistere, ma c’è, e ci controlla, portandoci alla via della « perdizione ». Oggi è Natale, ma lo era anche ieri, e lo sarà anche domani. È Natale tutte le Domeniche, tutti i giorni. È Natale ogni volta che ridiamo, abbracciamo, cantiamo, doniamo cibo e denaro; che condividiamo con altra gente momenti di felicità. È Natale quando chiediamo scusa e quando ringraziamo. È Natale quando non odiamo, non siamo falsi, non siamo opportunisti, non siamo ingannatori e bugiardi, quando non emarginiamo le persone, quando non siamo arroganti e orgogliosi. « Là dove sarà il tuo tesoro, si troverà il tuo cuore », questo è un consiglio che ci da la Bibbia, ed il significato del Natale è celato in questo consiglio, è proprio lì, lì dove si trova il nostro cuore; ed è per questo motivo che dovrebbe essere ogni giorno Natale, e dovremmo essere meno buoni a Natale e più buoni tutto l’anno.

 

UN GIOVANE DELLA PARROCCHIA

26 décembre 2013

IL NATALE

Publié par parrocchiasanteustachiodicampodigiove dans GIORNALINO PARROCCHIALE, Incontro con giovani

IL NATALE « a Natale siamo tutti più buoni » Questo è quello si pensa, che si dice e che ognuno di noi si augura che avvenga. Sono 365 i giorni in un anno, tutti diversi tra loro, quello del Natale appare così gioioso, tranquillo, che si distingue tra tutti gli altri. Riesce a trasmettere una sensazione unica, di sollevamento dell’anima, anche per i meno credenti. L’unicità di un clima paragonabile a quello di un bel film. Sembra una favola, dove tutto va come deve andare, nel modo giusto. Ma poi, qualcuno che osserva dal punto giusto -non l’uomo-, che riesce a vedere dentro le persone e non si limata a guardarle fuori, si trova di fronte un’altra realtà, un po’ scura, macabra, di ipocrisia e opportunismo. È Natale, e tornano in mente le parole della lettera di San Paolo: « Dio ha scelto le cose folli del mondo per svergognare i sapienti, e ha scelto le cose deboli del mondo per umiliare quelle forti ». Tornano in mente anche i 7 peccati Capitali, che ognuno di noi dovrebbe sapere a memoria. È Natale, e giriamo per le vie del nostro paese pieni e saturi di ORGOGLIO, con il cuore AVARO. È Natale, e giriamo per i banchi di questa chiesa vestiti di abiti LUSSUOSI e con occhi pieni di INVIDIA. È Natale, e ci inginocchiamo a pregare con la GOLA ancora calda per il cibo ingerito. È Natale, e tra qualche giorno la nostra IRA appagata dal clima Natalizio tornerà a dominare la nostra anima. È Natale, e la PIGRIZIA sembra non esistere, ma c’è, e ci controlla, portandoci alla via della « perdizione ». Oggi è Natale, ma lo era anche ieri, e lo sarà anche domani. È Natale tutte le Domeniche, tutti i giorni. È Natale ogni volta che ridiamo, abbracciamo, cantiamo, doniamo cibo e denaro; che condividiamo con altra gente momenti di felicità. È Natale quando chiediamo scusa e quando ringraziamo. È Natale quando non odiamo, non siamo falsi, non siamo opportunisti, non siamo ingannatori e bugiardi, quando non emarginiamo le persone, quando non siamo arroganti e orgogliosi. « Là dove sarà il tuo tesoro, si troverà il tuo cuore », questo è un consiglio che ci da la Bibbia, ed il significato del Natale è celato in questo consiglio, è proprio lì, lì dove si trova il nostro cuore; ed è per questo motivo che dovrebbe essere ogni giorno Natale, e dovremmo essere meno buoni a Natale e più buoni tutto l’anno.

 

UN GIOVANE DELLA PARROCCHIA

26 décembre 2013

IL CERBIATTO

Publié par parrocchiasanteustachiodicampodigiove dans GIORNALINO PARROCCHIALE

ECCO IL PRIMO NUMERO DEL GIORNALINO PARROCCHIALE A CURA DEI GIOVANI E DEI RAGAZZI DELLA CRESIMA…

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