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3 janvier 2014

Le parole di ringraziamento del Parroco Fine Anno…

Publié par parrocchiasanteustachiodicampodigiove dans Catechesi, Headline, Notizie

vescovo e parroco campo di giove

Carissimi  fratelli e sorelle di Campo di Giove

Al termine di un anno ricco di eventi per il nostro paese e la comunità parrocchiale, ci ritroviamo questa sera  qui per celebrare i Primi Vespri della Solennità di Maria Santissima Madre di Dio e per elevare un inno di ringraziamento al Signore del tempo e della storia.

«Quando venne la pienezza del tempo, Dio mandò il suo Figlio, nato da donna… perché ricevessimo l’adozione a figli» (Gal 4,4-5). Ho trovato in queste parole dell’apostolo Paolo che abbiamo ascoltato nella Messa prefestiva della Beata Vergine Maria Madre di Dio, la forza espressiva che riesce a gettare una luce particolare sulla conclusione dell’anno.

Paolo ci parla della “pienezza del tempo” e ci illumina sul contenuto di tale espressione. Nella storia della famiglia umana, Dio ha voluto introdurre il suo Verbo eterno, facendogli assumere un’umanità come la nostra. Con l’incarnazione del Figlio di Dio, l’eternità è entrata nel tempo, e la storia dell’uomo si è aperta al compimento nell’assoluto di Dio. Il tempo è stato – per così dire – “toccato” da Cristo, il Figlio di Dio e di Maria, e da lui ha ricevuto significati nuovi e sorprendenti: è diventato tempo di salvezza e di grazia. Proprio in questa prospettiva vorrei considerare con voi il tempo dell’anno che si chiude e di quello che inizia, per porre le più diverse vicende della nostra vita del paese – importanti o piccole, semplici o indecifrabili, gioiose o tristi – sotto il segno della salvezza ed accogliere la chiamata che Dio ci rivolge per condurci verso una meta che è oltre il tempo stesso: l’eternità.

San Paolo vuole anche sottolineare il mistero della vicinanza di Dio all’intera umanità, a noi Campogiovesi. E’ la vicinanza propria del mistero del Natale: Dio si fa uomo e all’uomo viene data l’inaudita possibilità di essere figlio di Dio; quella dignità di cui vi sto parlato molto in questi tre mesi di cammino insieme. Tutto questo ci riempie di gioia grande e ci porta ad elevare la lode a Dio. Solo il cuore gioioso sa dire “grazie”; parlo di quella gioia che scaturisce dall’incontro con il Signore. Per dirlo con le parole di Papa Francesco “è la gioia che si vive tra le piccole cose della vita quotidiana, come risposta all’invito affettuoso di Dio nostro Padre: “Figlio, per quanto ti è possibile, trattati bene … Non privarti di un giorno felice” (Sir 14, 11.14)” (Evangelii Gaudium, 4) Siamo chiamati a dire con la voce, il cuore e la vita il nostro “grazie” a Dio per il dono del Figlio, fonte e compimento di tutti gli altri doni con i quali l’amore divino colma l’esistenza di ciascuno di noi, delle famiglie, delle società, della Chiesa e del mondo. Il canto del Te Deum, che oggi risuona nella nostra chiesa parrocchiale, vuole essere un segno della gioiosa gratitudine che rivolgiamo a Dio per quanto ci ha offerto in Cristo. Davvero «dalla sua pienezza noi tutti abbiamo ricevuto: grazia su grazia» (Gv 1,16). Parafrasando il Papa Bergoglio, invito ogni fedele di Campo di Giove, in qualsiasi situazione si trovi, a rinnovare oggi stesso il suo incontro personale con Gesù, vera fonte di ogni gioia (Cfr Evangelii Gaudium, 3).

Seguendo una felice consuetudine, questa sera vorrei insieme con voi ringraziare il Signore, in particolare, per le grazie sovrabbondanti elargite alla nostra comunità parrocchiale nel corso dell’anno che volge al termine. Sono particolarmente grato al Signore perché attraverso il successore degli apostoli, il nostro Vescovo, Mons Angelo Spina, ha permesso l’incontro con voi in questa parrocchia, io per voi prete e con voi cristiano. Il Signore ha ispirato e diretto il parrocato del mio amatissimo predecessore Don Oliviero. Soprattutto mi ha lasciato dei fedeli disciplinati e amanti della loro comunità parrocchiale. Come prova di questo vostro amore, l’accoglienza calorosa dell’08 settembre scorso quando feci il mio ingresso ufficiale in questa parrocchia. Grazie di cuore al Signore per il dono di questo percorso iniziato insieme. Da allora, abbiamo vissuto in spirito fraterno le feste dei santi Eustachio e Matteo, patroni della nostra comunità, precedute dall’importante incontro del 19 settembre con i giovani del paese. Ancora oggi sento il profumo di quelle benedizioni che loro hanno sparso nel nostro paese durante le molto sentite processioni, che ricordo con gioia nel cuore. Perché poi, chi hanno permesso di entrare con spirito raccolto nel mese del santo Rosario e delle missioni. La peregrinatio Mariae ci ha permesso di stare molto più vicini, insieme, alla Vergine Maria, nostra Madre e plasmatrice dei cuori che amano, per fomentare ancora in noi la gioia di vivere insieme come fratelli e sorelle che si amano. È giusto riconoscere che  per le famiglie che hanno accolto l’immagine dell’Immacolata, è stata preziosa occasione per disinibire l’affetto filiale che nutre ogni cristiano  per la Madonna, per disincantare la tiepidezza del cuore diventata di moda. Hanno manifestato il loro amore e la  gioia del cuore nel pregare insieme il Santo Rosario. Non dimentichiamo il pellegrinaggio sulla tomba di Pietro, dove abbiamo attinto grazie per vivere la nostra comunione con il Successore di Pietro e i vescovi uniti a lui. Nel mese di novembre, abbiamo vissuto il secondo incontro dei giovani e il molto apprezzato incontro dei giovani con il nostro amato vescovo. Sono stati momenti di grazia per allenarsi alla felicità e desiderarla per tutti. Come comunità abbiamo pensato anche ai nostri cari defunti, vivendo gli otto primi giorni di novembre in modo intenso con la preghiera della coroncina della divina misericordia alle ore 15.00 al cimitero. È stato per noi segno manifesto di carità per le anime bisognose ancora di consolazione in vista della beata visione eterna di Dio.

Da diversi anni tante famiglie, numerosi insegnanti e le nostre catechiste si dedicano ad aiutare i bambini a costruire il loro futuro su solide fondamenta, in particolare sulla roccia che è Gesù Cristo. Auspico che questo rinnovato impegno educativo possa sempre più realizzare una feconda sinergia fra la comunità ecclesiale e la città per aiutare i giovani a progettare la propria vita. Formulo voti, altresì, che un prezioso contributo in questo importante ambito possa scaturire dall’accoglienza che facciamo ognuno dei doni che Dio ci fa. Non dobbiamo avere paura di mettere al servizio della comunità i nostri doni. Sono di Dio. A noi sono stati affidati, affittati, consegnati per la nostra crescita e quella della comunità.

Per essere testimoni autorevoli e credibili della verità sull’uomo è necessario un ascolto orante della Parola di Dio. A questo proposito, desidero soprattutto raccomandare una buona partecipazione alla lectio divina, che sto preparando e che comincerà con la prossima quaresima 2014, in modo che essa diventerà, per così dire, parte essenziale della nostra pastorale ordinaria qui a Campo di Giove.

La Parola, creduta, annunciata e vissuta ci spinge a comportamenti di solidarietà e di condivisione. Nel lodare il Signore per l’aiuto che le comunità cristiane hanno saputo offrire con generosità a quanti hanno bussato alle loro porte, desidero incoraggiare tutti a proseguire nell’impegno di alleviare le difficoltà in cui versano ancora oggi tante famiglie provate dalla crisi economica e dalla disoccupazione. Il Natale del Signore, che ci ricorda la gratuità con la quale Dio è venuto a salvarci, facendosi carico della nostra umanità e donandoci la sua vita divina, possa aiutare ogni uomo di buona volontà a comprendere che solo aprendosi all’amore di Dio l’agire umano cambia, si trasforma, diventando lievito di un futuro migliore per tutti. Non aver paura di fare il bene! Il bene è sempre bene ed è ciò che rimane quando si perde tutto. Il bene è ciò che vivifica la storia del nostro paese e del mondo.

Mentre ci congediamo dall’anno che si conclude e ci avviamo verso il nuovo, la liturgia odierna ci introduce nella Solennità di Maria Santissima, Madre di Dio. La Vergine Santa è Madre della Chiesa e madre di ciascuno dei suoi membri, cioè Madre di ciascuno di noi, in Cristo. Chiediamo a Lei di accompagnarci con la sua premurosa protezione oggi e sempre, perché Cristo ci accolga un giorno nella sua gloria, nell’assemblea dei Santi. Amen!

Don Magloire Nkounga

 

20 décembre 2013

Insediamento dell’8 settembre 2013

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DON MAGLOIRE È IL NUOVO PARROCO DI CAMPO DI GIOVE

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La chiesa parrocchiale di S. Eustachio era gremita di persone per dare il saluto a don Oliviero, che è stato parroco per due anni a Campo di Giove, e dare il benvenuto a don Magloire nuovo parroco. Momenti toccanti e commoventi. Il vescovo  prima della celebrazione ha spiegato il perchè del trasferimento di don Oliviero e l’arrivo del nuovo parroco.

vescovo e parroco campo di giove

Don Oliviero, visibilmente commosso, prendendo la parola, ha ringraziato tutti. Il Vicario foraneo, don Ramon, ha letto la bolla di nomina di don Maglorie. E’ seguita la S. Messa presieduta dal Vescovo e concelebrata da don Magloire don Oliviero, don Ramon, don Carmine, don Filiberto, don Sante. Il Vescovo ha messo in evidenza che il presbitero è un dono da accogliere. Che è importante costruire la comunità avendo come riferimento la parola del Signore, l’Eucaristia e la carità fraterna.

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Al termine della celebrazione ha preso la parola il Sindaco che ha salutato don Oliviero, facendo un dono da parte dell’Amministrazione, e ha fatto gli auguri a don Magloire. E’ intervenuta una rappresentante della Comunità parrocchiale per ringraziare don Oliviero e fare gli auguri al nuovo parroco, unitamente a un piccolo dono segno. Don Magloire, dal canto suo, ha ringraziato tutti, il Vescovo, i presbiteri, il Sindaco, le autorità, tutte le persone di Campo di Giove e quelle giunte dalla Parrocchia Maria Ausiliatrice di Sulmona. Ha detto di essere contento di aver risposto con generosità alla proposta del Vescovo e che è sua intenzione lavorare, come ha fatto don Oliviero, e rimanere lì, con la gente. Al termine della celebrazione, la comunità ha preparato un buffet di dolci per tutti. Un momento di festa, segno che la gente ama i sacerdoti, li vuole presenti nelle comunità come guide sicure per il cammino umano e spirituale.

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4 novembre 2013

Incontro mensile con i giovani 02 novembre 2013

Publié par parrocchiasanteustachiodicampodigiove dans Headline, Incontro con giovani

 

Il giorno 02 novembre 2013, si è tenuto l’incontro con  i giovani di Campo di Giove. Il tema era: “Allenarsi alla felicità”. Ll’intento del Parroco Don Magloire è di riunire i giovani del paese per avere con loro incontri periodici  al fine di capire i loro progetti, interessi e  capacità; ma nel contempo rispondere nel modo più esaustivo possibile alle loro domande sul tema della vita e dell’amore  nel difficile contesto attuale. Per affrontare il tema in modo dinamico e da vari punti di vista, si è fatto aiutare dalla presenza della psicologa dell’educazione, Dott.ssa D’Ambrosio Giuseppina accolta e apprezzata nel suo ricco e nutrito intervento. il gradimento si è trasformato anche in un invito indirizzato alla studiosa ad accompagnare con le sue premure intellettuali questo percorso iniziato tra i giovani e il loro nuovo il Parroco.

Il processo iniziato è quello di comprendere con i ragazzi, attraverso l’informazione e il dibattito, come ci si debba muovere in questa società, cosa ci si deve aspettare e quali sono i cambiamenti dei nostri tempi. Ma il suo intento è anche di voler aggregare e unire per creare forza e sostegno reciproco. L’Incontro, inizialemente prevista per tre quarto d’ore, è durato esattamente un ora e trenta minuti. la partecipazione è stata sentita e coinvolgente. Infatti, l’in-put iniziale dato sul tema ha suscitato tanto interesse, tale che si è avvertito la necessità non solo di protrare l’incontro ma di estendere il trattamento del tema su un periodo sufficiente per dare la possibilità di sfruttare i vari aspetti attinenti. La felicità, si è detto, suppone quattro aspetti fondamentali: il giusto piacere, il coinvolgimento, l’appagamento e la pace interiore. Il centro della vita di ogni persona umana è l’amore nella modalità del do ut det.

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Siamo giovani

Don Magloire che ha lavorato per anni con i giovani e a ha con loro un rapporto dignitosamente confidenziale, ama accettare idee e richieste dei giovani, per cercare insieme di condividere e coltivare  l’aspetto culturale, ludico, ricreativo e creativo. Durante l’incontro si è anche avvertito l’importanza di avere segretarie per facilitare la comunicazione tra i giovani. Sono state cooptate  Deborah, Monica e Natascia. Mentre Francesca ha proposto di organizzare una visita a Roma nella comunità giovanile di Sant’Egidio. Proposta valutata fattibile e affidata ad ulteriore approfondimento. Mattia, dal canto suo, ha proposto un profilo Facebook per rendere la comunicazione tra i giovani più fluida e tempestiva. A lui è stato appunto affidato il compito di farlo e renderlo accessibile a tutti.

Don Magloire non vuole proporsi come il prete che prescrive o insegna qualche pratica religiosa ma ha il modesto desiderio di aiutare a vivere il più felicemente possibile come

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Campanile Sant'Eustachio

uomini e donne, che amano la propria condizione umana traendone al meglio le risorse offerte, ciò alla luce della fede donataci da Gesù di Nazareth Uomo-Dio cioè  innamorato della nostra umanità fino a decidere di assumerla. Egli è convinto che solo con un’armonia interiore e nel curare bene le relazioni con se stesso e  il prossimo si può anche ricercare e incontrare Dio nel modo più autentico.

Marco Del Mastro

 

17 octobre 2013

Parrocchia Sant’Eustachio di Campo di Giove

Benvenuti nel nostro sito

« Essere luce fa sì che il credente non è arrogante; al contrario la verità lo fa umile, sapendo che, più che possederla noi, essa è che ci abbraccia e ci possiede. Lungi dall’irrigidirci, la sicurezza della fede ci mette in cammino, e rende possibile la testimonianza e il dialogo con tutti. Voi siete il sale della terra, cioè ciò che dà sapore, voi siete concretezza, amore per gli altri. » (Mons. Angelo Spina, Omelia tenuta il 01 ottobre 2013 nella S. Messa all’inizio dell’Anno Accademico all’Università LUMSA di Roma)

 

« La zona di Campo di Giove è stata sempre più o meno popolata. Si rinvengono facilmente tracce di vita in più posti. Nel paleolitico si ha « l’Uomo della Maiella » che vive nelle famose grotte maiellane; poi, nell’età neolitica, il « pago » sul laghetto del Tescino, nei cui pressi si trova anche oggi il sasso scheggiato. Dopo che la pianura divenne abitabile, è da supporre che vi siano stati degli spostamenti di « anime » tra la montagna e la pianura. Nell’età del ferro i « pagi » di Pian de’ Tòfani, dell’Ara e di Guado di Coccia che durato per tutta l’età italica e romana, son formati da una popolazione di primitivi fusi con sangue italico e poi romano. Sono pastori che vivono fra i pascoli profumati, l’aria libera e l’acqua abbondante e fresca delle sorgenti maiellane; passano la stagione rigida in pianura, in Puglia o nella campagna romana o anche, secondo il Torcia, in Maremma » (da: « Campo di Giove – GUIDA STORICA ARTISTICA » – di VIRGILIO ORSINI – tipografia labor sulmona)

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